I grassi saturi (non) fanno male?

I grassi saturi (non) fanno male?

Spesso ci affidiamo alle demonizzazioni più comuni, come quella che i grassi saturi fanno male senza possibilità di appello. Abbiamo scavato più a fondo cercando di capire cosa fanno nella realtà delle cose all’organismo i grassi “buoni”.

Ad un certo punto accade che i grassi saturi non fanno più male.

Inversione di tendenza.

Scopriamo insieme il perché dopo aver capito perché i grassi saturi vengono demonizzati.

I grassi saturi: che cosa sono?

Quanto è vera l’affermazione i grassi saturi fanno male

Onestamente? Poco.

I grassi saturi non nuocerebbero così tanto come si sostiene da un po’ di decenni a questa parte. I motivi sono tutti in un nostro articolo che trovi qui. Sono sicuramente responsabili, come tante altre sostanze che assumiamo, delle condizioni più o meno positive del nostro stato di salute. 

Come tutti i nutrienti, non bisogna abusarne ma nemmeno eliminarli completamente dalla propria dieta perché potrebbe avere effetti disastrosi sull’organismo. 

Insomma, bisogna assumere i grassi saturi nelle giuste dosi per un’alimentazione sana.

La domanda che sorge spontanea è “ma cosa sono i grassi saturi”?

I grassi saturi sono lipidi composti da diversi atomi di carbonio e un gruppo carbossilico (è il tratto distintivo degli acidi grassi). Possono essere a catena corta, media e lunga. I più sani sono i grassi saturi a catena media. 

Questo composto si trova generalmente in alimenti solidi, a temperatura ambiente e di origine animale. 

I grassi saturi si trovano principalmente negli alimenti di origine animale, le carni rosse particolarmente grasse, i prodotti da forno e i derivati del latte. Si rintracciano, seppure in minima parte, in frutta e verdura.

Grassi saturi buoni

Quali sono i grassi saturi buoni? Sicuramente un elenco – seppure minimo e generico, ci può dare delle prime indicazioni prima di rivolgerci ad un nutrizionista per imparare a gestire una nutrizione sana. 

I grassi saturi buoni, infatti, vengono assorbiti più facilmente dall’organismo senza appesantire il processo di assimilazione e forniscono energia al cervello al posto del glucosio (olio di cocco, latte e derivati).

I grassi “buoni”

I grassi saturi a lunga catena (LCFA) hanno consistenza solida e sono molto meno digeribili di quelli a catena media. Sono solitamente di origine animale e sconsigliati dai nutrizionisti per le ragioni appena esposte. Li trovi nello strutto, nel lardo, nell’olio di palma. Dobbiamo continuare?

Quelli consigliati, invece, sono i grassi a catena media (conosciuti come MCT). I grassi a media catena, infatti, sono di fatto grassi saturi ma hanno tantissimi vantaggi tra i quali quelli di non danneggiare l’organismo! Nello specifico:

  • Il colesterolo LDL resta stabile;
  • Vengono assorbiti direttamente dalla mucosa intestinale senza necessità del processo di idrolisi;
  • Sono utilizzati dai mitocondri per generare energia senza carnitina, rendendo il processo energetico più efficiente.

In pratica, i grassi saturi a media catena vengono trattati dall’organismo come i carboidrati o, comunque, in modo assai simile. 

Gli oli insaturi (ad alte temperature) e gli acidi grassi trans fanno davvero male alla salute.

I primi, se portati ad alte temperature, diventano tossici in pratica. 

I secondi, invece, a causa dell’idrogenazione degli alimenti diventano acidi grassi saturi e causano danni all’organismo come gli oli insaturi e sostanze simili.

Ci spieghiamo meglio.

Gli oli insaturi

Gli oli insaturi, quando vengono riscaldati fino a temperature elevatissime come accade nei fast food, diventano davvero dannosi per la salute dell’individuo.

Questo accade perché gli oli insaturi producono una serie di tossine, considerate cancerogene. Oltre i cento gradi, infatti, gli acidi grassi insaturi si modificano e formano quelli che vengono chiamati lipoperossidi (processo di degradazione ossidativa dei lipidi). Il risultato di questo processo può danneggiare fegato e reni. Oltre i duecento gradi procedimento continua in modo più sostanzioso e produce anche i termopolimeri che causano danni rilevanti agli organi appena citati.

Ecco il motivo per cui si dovrebbe stare lontani dai fast food, anche quelli dichiaratamente healthy.

Gli acidi grassi trans 

Gli oli alimentari, in campo industriale, forniscono un processo chiamato idrogenazione.

L’idrogenazione è una procedura che aggiunge atomi di idrogeno alla molecola base (degli oli alimentari, in questo caso) per trasformarla in grasso solido o semi-solido. 

Nel caso degli oli alimentari, in particolare, la molecola aggiunta è quella degli acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi. Si ottiene così un acido grasso saturo. Non solo, il risultato di questo processo è anche quello di creare degli acidi grassi trans che, secondo studi scientifici acclarati, provocano malattie cardiache, arteriosclerosi e insulinoresistenza.

Questo è il motivo per il quale si consiglia di assumere una bassissima percentuale di acidi grassi trans

Quali sono le regole del gioco?

Sicuramente rivolgersi a un nutrizionista funzionale è la migliore soluzione per equilibrare la propria dieta e comprendere qual è la percentuale di grassi saturi che puoi assumere. Nel frattempo, però, poche e semplici regole possono aiutarti a migliorare da subito il tuo stile di vita.

  • non eliminare totalmente i cibi contenenti grassi saturi dalla tua dieta e non pensare di sostituirli con pane e pasta;
  • Comincia a limitare i grassi saturi tra il 7 e il 10 % della tua dieta, soprattutto se hai problemi circolatori o cardiovascolari o diabete;
  • Da evitare assolutamente i grassi trans perché alzano il colesterolo cattivo (LDL) e abbassano quello buono (HDL) favorendo – al contempo, l’aterosclerosi.

C’è ancora tantissimo da sapere sui grassi saturi. Hai domande? 

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