Medicina Funzionale: un approccio completo

Medicina Funzionale: un approccio completo

Quante volte avete sentito la frase “prevenire è meglio che curare” e quante volte vi sarete chiesti come questo possa essere possibile …non basterà prendere un’aspirina ai primi sentori di un malore, il concetto è un po’ più ampio e importante.
La Medicina Funzionale (ancora un po’ in ombra) mette in luce proprio questo aspetto nell’individuo: la sua complessità biologica, lo considera in tutta la sua interezza, analizzando fattori importanti come la genetica, le tossine ambientali e anche lo stress per capire la causa delle patologie, non entrando assolutamente in conflitto con la medicina tradizionale, anzi integrando e rafforzando un approccio diagnostico con metodiche innovative.
La medicina funzionale focalizza il proprio interesse sui cosiddetti disturbi funzionali che manifestata il singolo soggetto, ponendo l’attenzione sulla causa, ovvero sul motivo per il quale il disturbo si è presentato piuttosto che tamponare il sintomo senza scoprirne l’origine.
Inoltre consente di sviscerare i motivi relativi alla singola persona che hanno portato ad avere sintomi e malattie.
Fondamentale è l’attenzione prevalente alla reattività fisiologica e alla capacità di autoregolazione del sistema corporeo nella sua interezza. L’obiettivo è dunque mettere il sistema in condizione di recuperare da solo, compensando gli stressor di qualunque natura responsabili dei sintomi. Fulcro della medicina funzionale è dunque la conoscenza dei meccanismi fisiologici di regolazione, al fine di individuare rapidamente il giusto protocollo terapeutico per favorire la corretta performance del sistema.

SU COSA SI BASA LA MEDICINA FUNZIONALE

1)Punto fondamentale è la  dieta, il cibo inteso come mezzo per ripristinare la salute psico-fisica. Il regime alimentare deve essere specifico e personale.
Consideriamo il cibo sia come energia che permette al nostro corpo di svolgere tutte le sue funzioni che come informazione cioè capace di trasmettere alcuni codici: ci sono cibi che aiutano a ridurre l’infiammazione, altri che supportano la detossificazione epatica, altri ancora in grado di modulare la risposta insulinemica. Al contrario esistono alimenti che incrementano il grado di infiammazione, che aumentano il livello di zuccheri nel sangue, che favoriscono l’accumulo di grasso nel tessuto adiposo e che influiscono negativamente sulla produzione di energia, sulla detossificazione e sull’equilibrio ormonale. In sintesi usiamo il cibo come medicina.

2) L’integrazione vitaminica, fitoterapica deve essere individuale e personalizzata.

3) Ulteriore punto di eguale importanza è l’attività fisica del soggetto, che affiancherà la corretta alimentazione e anche in questo caso un programma specifico di allenamento personalizzato, permetterà di armonizzare la corretta funzionalità dei nostri organi.

4) Fattore fondamentale per la medicina funzionale è la gestione dello stress, del sonno e del riposo, molto importanti per abbassare il livello di infiammazione  e dare la possibilità all’organismo di rigenerarsi e ricaricarsi a livello fisico ed emotivo.
Per capire meglio il concetto di “stato di salute”, immaginiamo un uomo immerso in acqua: il corpo tenterà di galleggiare, di stabilire un equilibrio con ciò che lo circonda, possiamo considerare la salute come l’adattamento perfetto e continuo di un organismo al suo ambiente.
La medicina funzionale ha quindi lo scopo di individuare e correggere i disturbi di regolazione al fine di ottimizzare la capacità di risposta dell’organismo stesso.

I DISTURBI DI REGOLAZIONE

Possono essere le allergie, le cefalee, i disturbi respiratori, le patologie autoimmuni , disturbi cutanei, patologie che spesso curiamo con terapie sintomatiche, ma che attraverso e grazie alla medicina funzionale potremmo prevenire .
Infatti scopo della medicina funzionale è di intervenire in fase preclinica, ben prima della comparsa della conclamata patologia. Quindi l’approccio non si focalizza sui sintomi, bensì sull’eziopatogenesi, vale a dire sulle cause, endogene o esogene che siano, che hanno contribuito al disturbo, inglobando non solo i difetti strutturali o ematochimici, ma anche gli aspetti regolatori e funzionali.

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