Carciofo: ortaggio dal cuore tenero

Carciofo: ortaggio dal cuore tenero

carciofo

Quando si nomina il “carciofo”, soprattutto a Roma è associato  alla conosciuta versione dei “ alla giudia”, mentre i liguri penseranno subito ad impiegarli per fare una saporita “torta Pasqualina”, ma noi rimaniamo in un regime di dieta controllata e facciamo anche qualche passo indietro nel tempo per conoscere meglio questo alimento molto utile per fegato e intestino.

Le proprietà del Cynara scolymus, meglio conosciuto come carciofo, erano ben chiare ai monaci che  li coltivavano insieme alle   principali erbe utilizzate sia in cucina che per la preparazione di tisane, unguenti, elisir, liquori ecc….. per la cura dei malati.

Del carciofo conosciamo quello che riteniamo erroneamente il fiore, in realtà del carciofo mangiamo le bratee florali cioè le foglie polpose che proteggono il fiore. Ma la parte più interessante dal punto di vista fitoterapico sono sicuramente le foglie, perchè in esse si concentrano maggiormente i componenti che ci interessano.

Nel carciofo merita attenzione la “cinarina” sostanza  contenuta in grandi quantità all’interno delle foglie. Ha proprietà benefiche per tutti coloro che soffrono di ipecolesterolomia, steatosi, gonfiore intestinale. Ha un’azione epatoprotettrice (protegge le cellule del fegato), coleretica (aumenta l’escrezione biliare riducendo l’assorbimento del colesterolo) e colagoga (stimola la contrazione della colecisti favorendo il deflusso della bile). Queste azioni favoriscono la digestione e diminuiscono i gonfiori addominali.

Abbinato all”inulina”, altra sostanza contenuta nel carciofo, aiuta la metabolizzazione dei trigliceridi in eccesso.

Senza tralasciare naturalmente il ferro, minerale fondamentale per il nostro organismo che nel carciofo è presente  nelle quantità di circa 1 mg per 100gr di prodotto e raggiunge il massimo dell’assorbimento quando il prodotto viene cotto, grazie agli zuccheri che fungono da trasportatori.

Perché mangiare carciofi:

– Sono ricchi di fibre (inulina) e favoriscono la regolarità intestinale.

– Aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e trigliceridi nel  sangue e anche quelli di glicemia, costituiscono pertanto un valido aiuto per la salute cardiovascolare.

– Grazie alla cinarina favoriscono la diuresi, attività molto importante e fondamentale per l’organismo .

–  Per il loro limitato contenuto calorico, l’ elevato indice di sazietà e la loro attività diuretica e depurativa, favoriscono il dimagrimento.

– Fanno bene alle ossa: la vitamina K svolge un ruolo importante nella formazione delle ossa e nel mantenimento della loro salute.

– I carciofi contengono acido caffeico, acido ferulico, silimarina e altri antiossidanti; aiutano, dunque, a ritardare l’invecchiamento cellulare.

– Forniscono circa il 12% della dose giornaliera raccomandata di vitamina K, che offre protezione contro il danno neuronale e la degenerazione cerebrale e si dimostra efficace nella cura dell’Alzheimer e della demenza senile

–  Sono ricchi di vitamine del gruppo B, soprattutto B9, molto importante per la sintesi del DNA e preziosa per tutti, ma soprattutto per le donne in dolce attesa e per il feto che portano in grembo, specie nella prima fase della gravidanza.

– Abbassano il colesterolo: gli acidi in essi contenuti abbassano il livello di colesterolo cattivo LDL nel sangue, proteggendo il corpo dall’insorgenza di ipertensione, arteriosclerosi, infarto e ictus.

– Equilibrano i livelli di zucchero nel sangue: sono quindi, un valido aiuto per curare il diabete.

– Abbassano la pressione sanguigna: il potassio svolge un ruolo importante per il buon funzionamento di tutti gli organi e  aiuta l’organismo a neutralizzare gli effetti del sodio in eccesso.

Come consumarli

Il modo migliore per beneficiare delle proprietà del carciofo è inserirlo nella propria dieta nel periodo in cui questo è di stagione, quindi in questo caso dall’autunno alla primavera (da novembre a aprile compreso)

Con 22 calorie ogni 100 grammi il carciofo si merita il podio come amico della linea e il titolo come “sfizioso e dimagrante” .

Crudi: indicato nei diabetici, nell’ipercolesterolemia, per chi ha bisogno di aumentare la motilità intestinale e  chi non deve assumere troppo ferro. Naturalmente devono essere freschissimi e tenerissimi, e bisogna tenere solo il cuore. Dopo averli puliti e tagliati a strisce molto sottili, immergerli subito in acqua e succo di limone per evitare che anneriscano, ma anche per conferire loro un aroma più gradevole. Scolarli e condirli con olio extravergine d’oliva, succo di limone, di arancia o di melagrana (in base ai gusti e alla stagione), un pizzico di sale e uno di pepe.

Lessi  non è indicato in chi  non deve far innalzare troppo il livello di zuccheri nel sangue (diabetici o problemi pancreatici) ma è fortemente consigliato negli stati di carenza di ferro (anemie) pur essendo la forma meno digeribile.

Trifolati o nelle classiche preparazioni alla romana o alla giudia. La “frittura” fa sì che tutte i principi nutritivi vengano conservati dal biofilm lipidico mentre l’associazione con aglio, prezzemolo ne aumenta la biodisponibilità. In questa forma il carciofo effettua una stimolazione potente sulle cellule del fegato e sulla contrattilità della colecisti rendendolo estremamente efficace nei casi di lieve affaticamento epatico. Provatelo anche in padella con il burro ghee.

 

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